Trekking urbano a Villa Doria Pamphilj – domenica 27 gennaio 2019

 

Visiteremo il parco più grande di Roma, che, come molti altri parchi cittadini, trae origine dalla tenuta di campagna di una famiglia nobile romana: i Doria-Pamphilj. È, inoltre, la sede di rappresentanza del Governo italiano. Con i suoi 184 ettari di superficie è il più grande parco romano ed è una delle “ville” meglio conservate della città. Villa Pamphilj è insieme parco, giardino e villa nobiliare e, in virtù delle sua ricchezza vegetazionale, era soprannominata “Bel Respiro”.

Quello che all’epoca era solo un modesto appezzamento agricolo fuori dalle mura gianicolensi, la cosiddetta Villa Vecchia, venne acquistata dal nobile Panfilo Pamphilj il 23 ottobre 1630. Quella che fu concepita come una residenza di campagna della famiglia Pamphilj man mano si trasformò in una sfarzosa villa con un grandioso parco. Tra il 1644 e il 1652, mentre la famiglia Pamphilj otteneva prestigio grazie al pontificato di Innocenzo X (il cui vero nome era Giovanni Battista Pamphilj), fu affidata la progettazione della Villa Nuova allo scultore Alessandro Algardi e al pittore Giovanni Francesco Grimaldi, con la collaborazione del botanico Tobia Aldini per quanto riguardava i giardini. La villa si ampliò nel corso del tempo grazie all’acquisizione dei terreni confinanti.

Nel 1849 la villa fu teatro di una delle più cruente battaglie per la difesa della “Repubblica Romana”: le truppe francesi della Seconda Repubblica il 2 giugno occuparono villa Corsini, allora alla periferia ovest di Roma, il 3 giugno 1849 le truppe garibaldine tentarono invano di riconquistarla, durante uno degli assalti morì il colonnello Angelo Masina e fu ferito a morte Goffredo Mameli.

La villa è divisa in tre parti: pars urbana, comprensiva del Palazzo e dei giardini circostanti la pineta; pars fructuaria, composta dal pineto e la pars rustica, che viene considerata la parte della vera e propria tenuta agricola. All’interno c’è inoltre un corso d’acqua che giunge in un lago con un’isola in mezzo di forma ellittica.

Nel 1856 la villa fu unita alla confinante villa Corsini e tutto il complesso venne trasformato in una grande azienda agricola. Il comune di Roma iniziò i primi espropri nel 1939 e, nel 1957, lo stato italiano acquisì l’area originaria di Villa Doria Pamphilj. Un’ultima fase, conclusasi nel 1971, vide l’intero parco totalmente fruibile al pubblico. Nella parte orientale troviamo il maggior numero di testimonianze architettoniche ed artistiche come edifici, fontane, ecc. La parte occidentale, invece, è caratterizzata ad un ambiente “più selvaggio” in cui gli aspetti naturalistici sono più rilevanti. L’unica manomissione si deve all’apertura della via Olimpica (via Leone XIII), in occasione delle Olimpiadi del 1960, che ha diviso in due l’antica tenuta.

IL NOSTRO GIRO:

Entreremo dall’ingresso di Porta San Pancrazio, dove, poco oltre troveremo l’Arco di Quattro Venti, opera del Busiri Vici.

Percorreremo Viale del Maglio, attraverso la parte orientale della Villa, per raggiungere il Casino del Bel Respiro (detto anche Palazzina dell’Algardi, per ricordarne lo scultore che la ideò) ovvero uno degli edifici più belli che si trovano a Villa Pamphilj. Voluto da Giovanni Battista Pamphilj, dopo essere salito al soglio pontificio col nome di Innocenzo X,  al suo interno vi erano preziose collezioni artistiche, ma era anche sede di manifestazioni ludiche, feste, riunioni. La palazzina, sul lato principale, si sviluppa su due piani e, sul lato prospiciente il giardino segreto, su tre piani, per superare il dislivello del terreno. Sulle facciate risaltano fregi, rilievi e sarcofagi (recuperati negli scavi o nelle vicinanze), intervallati da stucchi. L’interno ha numerose stanze e saloni abbelliti da stucchi dipinti, restaurati di recente. Una serie di statue adornavano il viale d’accesso al Casino e il giardino segreto; questo, abbellito da siepi tagliate in modo tale da formare disegni vari, compreso il giglio, stemma di famiglia, doveva contenere lungo i lati più corti due peschiere, ma ne fu realizzata solo una.

Scenderemo la scalinata che fiancheggia il giardino segreto del Casino del Bel Respiro per arrivare al Giardino del Teatro, una costruzione semicircolare, dove si svolgevano manifestazioni teatrali. Fu costruito tra il 1664 ed il 1652 e costituisce la parte più importante di Villa Pamphilj.

Dopo aver lasciato i Giardini del Teatro troveremo sulla sinistra la Cappella funeraria Doria Pamphilj, opera di Odoardo Collamarini, ultimo degli edifici costruiti nella villa tra il 1896 al 1902 ed unico ancora di proprietà della famiglia Doria-Pamphilj. Proprio in questo luogo in cui c’era una fontana, la Fontana dei Delfini, andata distrutta negli scontri risorgimentali del 1849 tra garibaldini e francesi. L’edificio in laterizio, protetto da una rete, è di stile neogotico-romanico. Sul pilone in alto a destra si osserva lo stemma araldico di famiglia, ossia la colomba pamphiliana e il giglio della casata Aldobrandini; (Camillo Pamphilj sposò Olimpia Aldobrandini, principessa di Rossano). All’estremità opposta, ossia sul pilone di sinistra, si trova lo stemma dei Doria: una grande aquila con le ali spiegate.

Tornando indietro verso via Aurelia Antica raggiungeremo la Villa Vecchia: questa è la costruzione più antica della villa, venne realizzata utilizzando i resti dell’Acquedotto Traiano-Paolo che in questo tratto costeggia Via Aurelia Antica. Fu acquistata da Panfilo Pamphilj nel 1630. Tra il 1644 e il 1652, durante il pontificato di Innocenzo X Pamphilj, gli architetti Algardi e Grimaldi costruirono Villa Nuova, che diventò la residenza di Camillo Pamphilj, nipote del papa.

Accanto alla Villa sorgeva Il giardino delle Serre,  caratterizzato dalla presenza di agrumi.  Alla fine dell’800 l’area verde appariva come una serie di percorsi con ampie curve che racchiudono gruppi arborei, aiuole fiorite a disegno, molte palme e era di aspetto esotico.

Da qui raggiungeremo Fontana del Giglio da dove iniziavano i meravigliosi giochi d’acqua che confluiscono poi nel Laghetto del Belvedere. Si tratta di una fontana realizzata in pietra dall’Algardi nel XVII secolo per essere collocata nella Villa Vecchia, alle spalle di un’alta siepe, sullo sfondo del viale principale del frutteto. E’ chiamata così perché ha la forma di un giglio schematico, approssimativo, fantastico che ricorda lo stemma della nobile famiglia. La fontana fu rimossa nel secolo XVIII, quando i Pamphilj decisero di creare il grande canale artificiale per portare l’acqua al laghetto, e fu sistemata alla sommità del gioco d’acqua che attraversava in senso Nord-Sud la Villa, per valorizzarne i punti prospettici. Dalla Fontana del Giglio l’acqua giungeva al laghetto dopo aver compiuto tre salti. Di queste tre cascate, la prima era chiamata “dei Cristalli”, perché prima l’acqua formava davanti a questa costruzione una specie di parete che, quando batteva il sole, creava straordinari giochi di luce; l’altra cascata, quella al centro, con vasi ai lati, detta “del Sottopassaggio”, permetteva di passarvi al di sotto senza bagnarsi; la terza, indicata come “Cascata dello Zampillone”, aveva al centro una specie di roccia da cui l’acqua, uscendo, raggiungeva un’altezza pari a quella raggiunta dallo zampillo della Fontana del Giglio.

Attraverseremo poi la bellissima pineta tra alberi secolari e viali ombrosi, animata da moltissimi pappagalli.

In fine ammireremo la Palazzina Corsini, risalente al XVIII secolo e appartenuta alla settecentesca Villa Corsini, oggi divenuta una biblioteca e uno spazio espositivo. Da questo punto della villa si ha una meravigliosa vista sulla Valle dei Daini.

SCHEDA TECNICA

  • Partenza in pullman dal palazzetto dello sport di Ciconia ore 7,30
  • Partenza da Largo 3 giugno 1849 (ingresso Villa Doria Pamphilj) ore 9,30
  • Fine escursione prevista per le ore 15,30
  • Livello difficoltà: T/E
  • Lunghezza percorso: 9 km circa
  • Dislivello totale: 50 mt circa
  • Tempo di percorrenza previsto: 6 ore circa, pause comprese
  • Inizio escursione: ore 9,30 circa
  • Fine escursione: ore 15,30 circa
  • Abbigliamento necessario: scarpe da trekking, bastoncini.
  • Pranzo al sacco
  • Presenza di acqua lungo il percorso (un paio di sporadiche fontanelle)

Accompagnatori

Patrizia Putano Bisti, 3204095623

Claudia Benedetti Michelangeli, 3477879347

I non soci dovranno attivare l’assicurazione obbligatoria giornaliera comunicando telefonicamente o via whatsapp, nome, cognome, luogo e data di nascita al n 333 8946791.

La quota di partecipazione va data al responsabile dell escursione prima della partenza.

 

 

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